La Regina Prodiga

Entrati nella sala delle udienze l'uomo venne spinto sul pavimento e costretto dalle guardie a restare in posizione accovacciata da dove poteva vedere solo i piedi di chi gli stava intorno.

Era avvolto in un mantello sudicio e in testa aveva uno sgualcito cappello da viandante.

Emanava anche un certo olezzo, perciò tutto stava andando alla perfezione.

Lara, nella testa di Caleb ormai era solo Lara anche se erano estranei, fece un passo in avanti, e subito indietreggiò, anzi fu fatta indietreggiare: il capo guardia, il tipo massiccio che l'aveva colpito in faccia facendogli sanguinare un sopracciglio e il labbro inferiore, oltre ad avergli procurato diverse altre contusioni, la stava ammonendo sulla sua probabile pericolosità.

C'è del sangue.” replicò lei con tono contenuto, come si conveniva ad una regina, ma da cui traspariva l'irritazione; in sottofondo si udivano i versi dei vari animali liberi di circolare nel parco e nel castello

Lara venne di nuovo avanti e Caleb sorrise nel constatare che era scalza.

Questo bestione ha scavalcato il muro di cinta e si è messo a correre quando gli abbiamo intimato di fermarsi.” spiegò il capo guardia.

Ed è molto forte, siamo dovuti intervenire in due per bloccarlo.” si fece avanti un altro.

Non vedo lividi o sangue su voi due, però.” osservò Lara tranquilla.

Dopo un breve silenzio il capo guardia disse: “Ho fatto voto a me stesso di proteggervi Altezza, e se per riuscirci devo espormi alla vostra ira correrò il rischio.”

Caleb seguì con lo sguardo i passi di Lara verso il suo interlocutore: “Lo so Enos, e voi sapete che mi fido ciecamente del vostro giudizio, e capisco che vi siate lasciato trasportare perché siamo nel cuore della notte, vorrei solo che aveste la mano meno pesante.” e dopo una pausa aggiunse: “E quante volte mi avete vista in collera?”

Mai Altezza.” rispose Enos mesto.

Quando avete visto il conte di Ostrand strattonare il suo cavallo.” intervenne d'impulso la seconda guardia: “Altezza.” concluse con tono più basso.

Caleb deglutì una risatina.

Avete riscontrato qualcosa che lo indichi come pericoloso.” domandò Lara.

A parte la mole e la forza fisica no, Altezza.” ammise Enos a malincuore.

Dopo che l'abbiamo catturato ha smesso di opporre resistenza.” dichiarò la seconda guardia, Caleb fu certo di percepire l'esasperazione di Enos e di nuovo ridacchiò.

Le porte si aprirono e richiusero sbattendo: “Cosa sta succedendo qui?” chiese una voce maschile allarmata: “Gli animali gridano come se stesse per arrivare un terremoto.”

Abbiamo catturato un intruso.” rispose Enos.

Un viandante.” lo corresse Lara.

Ha scavalcato il muro di cinta.” sottolineò il capoguardia.

Scavalcare il muro di cinta nel cuore della notte non lo qualifica come viandante.” commentò il nuovo arrivato.

Indossava vecchie babbucce scolorite che dal color cuoio erano passate al beige.

Esattamente il mio punto, consigliere.” disse Enos.

A Caleb parve di sentire Lara sospirare ma non ci avrebbe scommesso.

E perché è ancora qui?” continuò il consigliere: “Gocciola sangue sul tappeto, sull'ultimo tappeto buono che abbiamo per questa sala.”

E Caleb, malgrado il sangue, e i dolori per le percosse e per la posizione dovette di nuovo trattenere una risata.

Enos, c'è altro che dobbiamo sapere?” domandò Lara, il suo tono era lievemente spazientito.

Aveva con sé questo involto, l'abbiamo controllato, è solo un libro.” rispose il capo guardia, e Caleb roteò gli occhi.

Bene, posatelo sul tavolo e lasciateci.”

Ma Altezza..” obbiettò Enos.

Andate.” ordinò Lara e le due guardie infine obbedirono.

I piedi di Lara si avvicinarono e una mano si posò sulla spalla di Caleb, finalmente era arrivato il suo momento.

Alzatevi, vi prego.” lo invitò Lara e lui, lentamente, si raddrizzò.

La Regina Prodiga, nome con cui era conosciuta al di fuori del suo regno, assomigliava al proprio ritratto, evento straordinario nei ritratti dei Reali, ed era più alta di quanto si aspettasse; aveva un viso attraente e gentile e lunghi capelli scuri che scendevano disordinati sulle spalle, certo era stata buttata giù dal letto ma Caleb aveva idea che quello fosse il suo aspetto abituale.

Indossava una lunga veste da camera color grano, finemente ricamata, bella e sdrucita, come il tappeto.

Caleb tolse il cappello liberando i folti capelli biondi arruffati, il sangue gli striava il viso gocciolando giù per la barba per poi cadere inesorabile sulle scarpe o sul tappeto.

Era un bestione, come l'aveva definito Enos, ed era anche un uomo bellissimo, e con gli occhi più azzurri e limpidi che Lara avesse mai visto in un adulto.

Erano gli occhi di un bambino.

Senti una bolla di calore scenderle lungo la spina dorsale.

Alle spalle di Lara il consigliere, un uomo attempato con i capelli ondulati e profondi occhi castani, lo scrutava curioso e perplesso, e quando la sua espressione si illuminò Caleb gli lanciò un'occhiata ammonitrice.

Togliete il mantello e sedete.” disse Lara prendendo il suo copricapo e posandolo sul tavolo, vicino all'involto.

Caleb tolse il mantello, sotto indossava una blusa verde e pantaloni di tela marroni che per quanto sporchi e sgualciti malcelavano la sua figura imponente, per un attimo sia Lara che il consigliere lo fissarono ammirati, poi quest'ultimo, con impercettibile deferenza, recuperò il mantello e lo ripiegò posando anch'esso sul tavolo.

Per sua fortuna Lara era troppo distratta dalla presenza del viandante per accorgersi di quel suo gesto, o forse avrebbe cominciato a nutrire sospetti.

O forse no.

Caleb sedette sul canapè e si guardò intorno, era la sala udienze più raccolta in cui fosse stato: oltre al canapè, vi erano un'elaborata sedia che rappresentava il trono, il tavolo una poltrona e un paio di scaffali; le pareti erano azzurre le tende color malva.

Lara aveva preso da uno scaffale uno scrigno decorato, consumato nei punti in cui veniva afferrato più spesso.

Sedette vicino a lui e lo aprì, l'interno foderato di raso, invece di gioielli conteneva garze, un paio di ampolle e altri strumenti.

Sorpreso Caleb guardò Lara, che gli sorrise.

Non siete mica il primo ad arrivare qui ammaccato.” spiegò lei versando il liquido di una delle ampolle sulla garza: “Anche se per fortuna, di solito, la colpa non è delle mie guardie.” precisò.

Allungò una mano, ma prima di sfiorarlo aggiunse: “Serve per pulire la ferita.” e la passò delicatamente sul sopracciglio sanguinante: “La nostra guaritrice..” s'interruppe, chiudendo gli occhi: “E' proprio necessario?” domandò mentre il consigliere le aggiustava sul capo una coroncina d'oro formata da rami fioriti intrecciati.

Caleb deglutì un altro moto d'ilarità.

Si è proprio necessario, Altezza.” rispose secco il consigliere: “Anche se siete scalza e in veste da camera questa è la sala delle udienze e voi siete la regina.”

Lara emise uno sbuffo tenue e continuò a pulire le ferite di Caleb.

Vi occupate sempre di persona delle ferite di chi ricevete?” chiese lui.

E' impossibile impedirglielo.” rispose il consigliere, forse con più sarcasmo di quanto intendesse perché aggiunse: “Sua Altezza si preoccupa per il suo popolo. Ma sono certo che lo sapete già.”

Era famosa per quello, e per lo stesso motivo era ammirata da alcuni e considerata un pericolo da altri.

Mi occupo solo di ferite lievi.” disse Lara indirizzando uno sguardo severo al consigliere, poi tornò a concentrarsi su Caleb: “Ora dovete spiegarmi cosa vi ha spinto a creare questo trambusto nel fondo della notte, quando sarebbe bastato presentarsi ad uno dei sei cancelli per avere cibo e rifugio e domattina avreste avuto udienza, come tutti gli altri.” gli chiese passando una garza nuova sul labbro ferito: “State male? Siete in pericolo? Qualcuno della vostra famiglia sta male o è in pericolo?”

Caleb attese che lei finisse di pulire i tagli e guardò il consigliere che lo fissava con apprensione.

Sto bene e non sono in pericolo.” rispose: “Ma se avessi agito diversamente non sarei qui adesso, ho immaginato che se mi fossi intrufolato e avessi opposto resistenza sarei stato condotto subito in vostra presenza.”

Invece di essere gettato in una cella, quella era la voce che correva e di cui aveva verificato l' attendibilità.

Lara socchiuse gli occhi: “Per un semplice capriccio avete svegliato tutti gli animali del castello e fornito al mio capoguardia argomenti per perorare la sua causa contro la mia politica di accoglienza.” lo rimproverò.

Caleb la osservò: l'espressione di Lara rivelava che il cruccio stava nel suo aver svegliato gli animali più che nell'aver allertato le guardie.

Questo era stato il suo primo riscontro sulla veridicità del ritratto: al centro vi era la figura della regina, sulla sinistra i boschi e il lago, e sotto il grappolo di villaggi e piccole città che componevano il regno di Coral, sulla destra vi erano i simboli dei mestieri e delle attività per cui il regno era noto, e in basso il dettaglio del salone del castello con una mucca comodamente sdraiata sotto la scalinata principale.

Quella stessa mucca gli era venuta incontro muggendo quando era stato trascinato all'interno.

Pur contrariata Lara continuava a medicarlo.

Vi ho portato un dono Altezza, e volevo darvelo subito, dopo giudicherete se il mio è stato un capriccio.”

Caleb si alzò per prendere l'involto e nello stesso tempo il Consigliere liberò Lara dall'impaccio della scrigno.

Lara era sconcertata dalla pacatezza del comportamento del suo Consigliere, in genere esprimeva il suo dissenso o assenso con grande energia, ma c'era da considerare che era notte e lui aveva una certa età.

Michel siete stanco.” gli disse: “Tornate pure nelle vostre stanze, sono certa che Enos è qua fuori con un orecchio attaccato alla porta e Gert è sempre in allerta.”

Michel scambiò una veloce occhiata con Caleb e si girò verso Lara e sorrise: “Accetto il vostro invito Maestà, gli acciacchi si fanno sentire.” replicò, accennò un inchino ed uscì.

Fuori lo sentirono parlare con Enos, senza poter distinguere le parole, e poi il silenzio.

Lara era felice che avesse consentito ad andarsene e nello stesso tempo era sorpresa, era poco da lui e, soprattutto, non soffriva di acciacchi, era più in forma di molti uomini con la metà dei suoi anni; forse si era trovato un nuovo amante.

Ad ogni modo aveva ottenuto di restare sola con il viandante, che a giudicare dallo stato dei suoi abiti, strappati e sporchi da cui arrivava un odore misto di erba, terra e sudore doveva aver fatto un lungo e scomodo viaggio a piedi:

era sporco e i suoi capelli e la barba erano incolti e ispidi, eppure esercitava su di lei un ascendente impossibile da ignorare, e che solo in parte dipendeva dalla limpidezza dei suoi occhi.

Così avete svegliato l'intero castello per portarmi un dono.” disse.

Lui sorrise e i suoi occhi si illuminarono: “Non solo per questo, in verità.” rispose: “Si è sparsa la voce che il regno di Coral sia governato da una fata, e volevo capire perché.”

Lara aggrottò la fronte: “Ignoro come si sia potuta diffondere una voce simile, ma vi assicuro che io non sono una fata.” dichiarò divertita.

Lo so, io non credo nelle fate, ma molti ne sono convinti.” replicò lui.

Lara trasalì: ”Voi non credete nelle fate?” chiese scandalizzata.

Dovrei?” Caleb la fissava con l'involto posato sulle gambe.

Certo che dovreste.” dichiarò lei: “Chi credete che protegga Coral? Un regno piccolo, prospero e privo di esercito che solo grazie alle fate non è mai stato minacciato ne' attaccato ne' invaso.”

Caleb si trattenne dall'obiettare, per il momento.

Questo regalo è per me anche adesso che siete certo che non sono una fata?” domandò Lara.

Il regalo è un omaggio al vostro governo illuminato.” rispose Caleb porgendoglielo.

Ci aveva messo quasi due anni per arrivare a quel momento, e non in termini di viaggio, che era durato sei giorni, di cui solo gli ultimi tre fatti a piedi, per essere credibile come viandante.

Lara prese l'involto che era più leggero di quanto si aspettasse date le dimensioni, tolse lo spesso pezzo di tela che lo avvolgeva, insieme ad un altro panno protettivo, e si trovò in mano un grosso volume dalla copertina porpora con una pietra incastonata nel mezzo, pietra simile ad un pezzo di ghiaccio opaco, le pagine erano gialle e sottili e l'inchiostro usato per riempirle viola scuro.

Lara lo sfogliò con delicatezza e attenzione, attenzione che, dopo diversi minuti, rivolse a Caleb: “E' curioso.” esordì chiudendo il libro: “Voi affermate di non credere alle fate, siete addirittura venuto fin qua per verificare che non lo fossi, e mi portate in dono un libro di incantesimi. Siete uno strano miscredente.”

Per la prima volta Caleb fu preso alla sprovvista:”Incantesimi?” ripeté.

Divertita dal suo stupore Lara chiese: “Si incantesimi, cosa pensavate che fossero?”

Riflessioni e sonetti.” rispose Caleb.

Lei scosse la testa: “Questo è un libro di incantesimi e ricette, scritto dalle fate stesse a giudicare dai caratteri, e credo che la gemma abbia delle proprietà, dovrei chiedere alle guaritrici .” continuò accarezzando la copertina: “Posso chiedervi come ne siete venuto in possesso?”

Caleb esitò qualche istante e alla fine optò per la verità: “Mio padre lo portò in dono a mia madre quando le chiese la mano.”

Lara ne fu sbalordita: “E volete darlo a me? Non ha un valore sentimentale per voi, o la vostra famiglia?” strinse gli occhi e aggiunse: “Vostra madre sa che lo avete preso?”

Caleb sorrise: “Me lo ha dato lei, dicendomi che ha imparato ciò che il libro aveva da insegnare e che è giunto il momento di passarlo ad un'altra persona che ne sia degna. E io ho pensato a voi.”

Ma non mi conoscete.” osservò lei.

Tutti vi conoscono Altezza.” replicò Caleb, le tese il palmo della mano e dopo una lieve titubanza Lara vi posò la sua e lui se la portò alle labbra, solleticando le nocche con la barba: “E posso dirvi che grazie alla vostra fama avete alleati che vi ammirano e vegliano su voi.”

Come lo sapete?” chiese lei perplessa.

Girando come faccio io si viene a conoscenza di parecchie cose. Ci sono reali che vi ammirano e cercano di imitarvi, e altri che vi vedono come una minaccia.”

Ma lei lo ignorava perché, con grande sconforto di Michel, evitava i contatti con gli altri sovrani.

Solo che adesso le riusciva difficile concentrarsi su quel discorso, per via del libro e della mano che teneva la sua, e alla improvviso si rese conto che il viandante era ancora senza nome.

Come vi chiamate?” domandò.

Caleb, mia signora. Per servirvi.” rispose lui e di nuovo le sue labbra le sfiorarono le nocche.

Caleb è un bel nome. Io mi chiamo Lara” disse dominando l'impulso di accarezzargli il viso, invece disse: “Continuo a trovare bizzarro che non crediate alle fate, il libro appartiene alla vostra famiglia e vostra madre ha detto che ha imparato ciò che aveva da insegnare.”

Lui annuì: “Sento parlare delle fate da mia madre e da mia nonna fin da bambino.” confermò: “Ma non ho mai avuto prova della loro esistenza.”

Pensò che Lara si sarebbe inquietata, come capitava a sua madre e a sua nonna affrante che lui si rifiutasse di capire che era una questione di fede, ciononostante se le voci fossero state vere e Lara si fosse rivelata una fata il suo stupore sarebbe stato moderato, Caleb credeva nell'esistenza della magia, e conosceva mortali con sangue magico, e Lara poteva essere una di loro.

E' che la cosa non lo interessava, il suo scopo era un altro, però si riservava di chiedere a sua madre se Lara avesse ragione sul libro e, se si, come mai fossero in possesso di un libro scritto dalle fate stesse.

E dimenticate che io credevo fossero poesie.” aggiunse Caleb.

Lo avete letto?” domandò lei.

Caleb capì dove voleva arrivare, e ora che ci pensava alcune di quelle che lui aveva ritenuto riflessioni, erano indicazioni su come ottenere benefici, allontanare o attrarre gente e altre su soggetti più mondani o domestici; era stato fuorviato dal modo in cui erano scritte.

L'idea di incantesimi però era quanto di più lontano dalla sua testa.

Poi insospettito chiese: “Non vi piace Altezza?”

D'istinto lei strinse il libro tra le mani: “Oh no mi piace moltissimo, e che trovo strano che vogliate rinunciarvi. Se già non lo siete un giorno potreste sposarvi e pentirvi di non averlo conservato per vostra moglie.”

Caleb sorrise, l'intento era quello: “Se lo accettate lo considero un onore.” disse.

Sono felice di accettarlo.” dichiarò lei stringendolo e la pietra si illuminò brevemente di un intensa luce azzurra.

Avete visto?” chiese Lara meravigliata.

Immagino sia il segno che è arrivato alla persona giusta.”

Era la prima volta che vedeva la pietra prendere vita.

Accarezzando la copertina del volume Lara si voltò verso la finestra: “E' ancora il cuore della notte.” disse: “Sarete stanco e affamato.”

Solo stanco Altezza, e... anche sudicio, ma non sono sposato.”

Stanco e felice, così sentiva Caleb, e lieto di come lei non avesse mai dato segno di fastidio davanti al suo stato trasandato, dovuto al viaggio.

Ero sicura che non foste sposato.” disse Lara con un sorriso.

Lui trasalì impercettibilmente: “Davvero? E posso chiedere come mai?”

Perché se foste mio marito non vi lascerei allontanare da me, e certamente non per portare un dono tanto prezioso ad un'altra donna. Chiunque essa sia. Nessuna donna dotata di discernimento lo farebbe.” spiegò Lara guardandolo negli occhi.

Incoraggiato Caleb le prese di nuovo la mano, e stavolta lei gli accarezzò il viso.

La barba era ispida, e il sangue aveva formato una piccola crosta sia sul sopracciglio che sul labbro inferiore ma non sembrava darle noia. Caleb stava per avvicinarsi quando notò un movimento alle spalle di lei, che senza girarsi disse: “E' tutto a posto.”

In risposta vi fu uno starnazzare e una grossa oca grigia dall'aria battagliera venne avanti, al collo aveva un nastro viola con un pendente azzurro.

Gert!” esclamò Lara esasperata mentre l'oca si piazzava davanti a loro, le ali semiaperte.

Caleb, era tranquillo perché sebbene conoscesse la pericolosità delle oche da guardia sapeva che era sufficiente mantenere la calma e un comportamento tranquillo.

Sempre che non si avessero cattive intenzioni, perché in tal caso non importava quanto uno fosse rilassato, le oche lo percepivano subito.

Da dove è entrata?” chiese.

Le finestre e le due porte che vedeva erano chiuse, ma i castelli erano pieni di passaggi segreto e porte nascoste.

Gert ha un suo ingresso personale.” rispose Lara.

L'oca girò loro intorno quindi si fermo davanti a lei e aprì le ali, emise un verso stridulo e si avvicinò a Caleb che si lasciò esaminare da quell'animale diffidente.

Gert è la mia dama di compagnia e guardia del corpo.” spiegò Lara: “Ma è più brava come guardia del corpo.” la stuzzicò.

Gert borbottò una protesta, finì di ispezionare Caleb e tornò da lei.

Sei convinta ora?” chiese Lara.

Gert sbatté velocemente le ali e si allontanò.

Caleb la vide curvare dietro un anfratto che gli era sfuggito.

Ho passato l'esame o sta per tornare con uno stormo?” chiese divertito.

Lara ridacchiò: “Se non l'aveste passato ora dovrei medicarvi di nuovo.” rispose: “In ogni caso rimarrà di guardia sulla terrazza, è un po' apprensiva.”

Avete altre guardie alate?” domandò lui.

Ne ho con le corna, Oscar e Raquel, capra e caprone, e Artemis un ariete.” rispose Lara.

E le mucche nell'atrio?” era curioso di capire se anche loro avessero un compito.

Quando i nobili se ne sono andati hanno abbandonato i loro animali, che hanno cominciato a girovagare e a entrare e uscire dal castello, specialmente le mucche , così ho fatto sparpagliare un po' di paglia e fieno nell'atrio.”
Caleb conosceva la storia, quando Lara era salita al trono e aveva dato inizio alle riforme i nobili, in cerca di alleati esterni per iniziare una rivolta, erano invece incorsi in una serie di ammonimenti dai reami circostanti e alla fine avevano lasciato Coral, portando con sé le loro ricchezze, ma i possedimenti, ovviamente, erano perduti.

Qualcuno si era portato via i cavalli che, però, avevano trovato modo di tornare indietro.

Di cosa stavamo parlando prima di essere interrotti?” domandò Lara.

Caleb sorrise: “Dicevate che se fossi vostro marito non mi avreste lasciato allontanare.” le rammentò.

No, infatti.” disse lei, ancora colpita dai suoi occhi, erano limpidi, rassicuranti.

Caleb si avvicinò: “Se fossi vostro marito non mi sognerei di allontanarmi.” dichiarò: “Posso baciarvi, Altezza?” chiese, a costo di ottenere un rifiuto sdegnato per la sua sfrontatezza o addirittura l'ingresso di Enos o il ritorno di Gert, ma invece Lara rispose: “Dovete.” e fu lei a baciarlo.

Caleb era consapevole di essere sporco, e anche maleodorante e che forse nell'arco della notte gli si sarebbe presentata un'occasione più confacente, magari dopo essersi lavato, dopotutto gli auspici erano buoni, ma era da quando era stato portato al suo cospetto che desiderava baciarla, per la precisione da quando aveva visto i suoi piedi scalzi sbucare dalla veste da camera sdrucita, e rinunciare a quel momento sarebbe stato un sacrificio troppo grande.

Almeno era sicuro di avere un buon sapore in bocca, perché prima del trambusto con le guardie, come buon auspicio, aveva mangiato un frutto dal sapore dolce e fresco.

Le labbra di Lara erano delicate sulle sue, forse temeva di fargli male, per via della crosta sul labbro, Caleb la strinse a sé ma la lasciò subito dopo.

Lei lo guardò confusa.

Per quanto detesti perdere anche solo un secondo della vostra vicinanza, Altezza, ho bisogno di darmi una ripulita.” disse.

E avete anche bisogno di riposare.” aggiunse lei prendendogli la mano e conducendolo nel punto dove era sparita Gert.

Da lì partiva un corridoio che, se percorso fino in fondo, portava ad una stanza il cui terrazzo era presieduto dall'oca, se si girava subito a sinistra, invece, si entrava in un'ampia sala da bagno con una grande vasca al centro.

Lara tirò una leva che sporgeva dalla parete e l'acqua cominciò a scorrere nella vasca: “Una delle inventrici ha creato un sistema per trasportare l'acqua velocemente, e anche per riscaldarla.” spiegò davanti allo stupore di lui: “Una ragazza molto giovane.” aggiunse mentre da un vaso basso e panciuto estrasse una manciata da quelle che a prima vista sembravano bacche, o semi e le buttò nella vasca:”Queste purificano la pelle e vi aiuteranno a rilassarvi.” disse.

Un aroma fresco e invitante si levò dall'acqua.

Non vi spogliate?” domandò Lara.

Caleb tradì un moto di sorpresa: “Davanti a voi?”

Lara sorrise: “Adesso o tra poco che differenza fa?” rispose.

Caleb tolse per primi gli stivali, con cautela, essendo stato preso alla sprovvista temeva di diventare goffo, quindi iniziò a slacciare la blusa e Lara intervenne facendogliela scivolare dalle spalle; lo studiò per qualche istante poi gli accarezzò il torace passando le dita tra i peli e fermandosi sul livido che aveva sulla costola, Caleb chiuse gli occhi, in quel punto la pelle era più sensibile, e Lara si spostò dietro di lui e constatò che aveva un altro livido, più esteso, all'altezza dei reni.

Questi sono freschi e ve li hanno procurati le mie guardie.”Disse Lara posando la mano sul livido: “Gli altri segni come ve li siete procurati?” chiese.

La sua schiena era una collezione di cicatrici più o meno profonde, e ne aveva qualcuna anche sul torace.

Ho partecipato ad alcune battaglie, Altezza.” replicò lui, vago.

Seguì un breve e intenso silenzio, rotto da Lara: “Non siete un soldato di ventura, vero?” chiese con un filo di voce.

Caleb chiuse gli occhi e inspirò profondamente: “No Altezza, lo giuro sul mio onore.” dichiarò, e dopo qualche istante Lara appoggiò la fronte tra le sue scapole e lui si rilassò.

Restando in quella posizione Lara gli circondò la vita e sciolse i lacci dei suoi pantaloni e glieli abbassò, con un po' di fatica per via del suo stato di eccitazione.

Dapprima si soffermo sulle sue natiche, poi strinse la mano attorno alla sua erezione e lentamente la mosse su e giù strappandogli un gemito, e un brivido, di piacere.

Sbrigatevi.” sussurrò Lara baciandolo sulla nuca e lasciandolo solo.

Caleb sospirò, si liberò dei pantaloni e si immerse nell'acqua calda, che era profumata e frizzantina sulla pelle, per via delle bacche, suppose, che fecero subito venire lo sporco a galla, allora tirò la leva usata da Lara e cominciò il ricambio di acqua.

E' un sistema ingegnoso.” commentò: ”La vostra inventrice deve essere in gamba.”

Lara si affacciò da una porta che non aveva notato: “Lo sono tutti, inventori, speziali, artisti, artigiani, lavorano insieme, e chiunque voglia unirsi a loro può diventare apprendista.”

Mi piacerebbe vedere questo posto.” disse Caleb.

Lei sorrise: “Volete diventare apprendista?”

Potrebbe essere un'idea.” mentì lui.

E' presto fatto, sono qui nel castello, nell'altra ala.”

La cosa non lo stupì.

Lara entrò, si fermò davanti ad un piccolo scaffale e poi sedette sul bordo della vasca: “Chiudete gli occhi.” ordinò e lui obbedì e poco dopo lei cominciò a massaggiargli con delicatezza il viso, soffermandosi dapprima sulle palpebre, e a seguire sulla barba e i capelli: “Siete un uomo molto bello.” disse: “Di certo vi avrà portato dei vantaggi nella vostra vita errante.”

Caleb abbozzò un sorriso: “In realtà, Altezza, siete voi la persona più adatta a rispondere.” disse abbandonandosi al suo tocco.

Oh, io ne sono certa.” replicò lei con un sorriso: “Continuate a tenere gli occhi chiusi.” suggerì versandogli l'acqua sul capo.

Uno dei vantaggi che mi ha fruttato è l'essere ancora qui con voi.” disse anche se suonò più come una domanda che come un'affermazione.

Come la maggioranza delle persone anch'io sono sensibile alla bellezza.” dichiarò Lara: “Ma è soprattutto merito dei vostri occhi se siete qui ora.”

Degli occhi?” ripeté Caleb aprendoli.

Si, avete gli occhi limpidi di un bambino.” aggiunse lei, si alzò e al suo posto lasciò due teli: “Vi aspetto di là.” lo informò uscendo per la seconda volta.

Caleb si immerse nella acqua per una manciata di secondi, da quel momento in poi il suo comportamento doveva essere più che irreprensibile, doveva essere perfetto.

Si sollevò, la sua erezione era pulsante e quasi dolorosa, tanto che fu fastidioso avvolgere il telo più grande attorno ai fianchi, e forse anche inutile.

Si strofinò barba e capelli con il telo piccolo e raggiunse Lara che lo aspettava seduta su un enorme letto turchese, avvolta in uno scialle verde con fili dorati che lasciava le gambe scoperte.

Quando Caleb si avvicinò lei si raddrizzò sulle ginocchia, scrutandolo seria, con attenzione, poi gli passò le braccia intorno al collo lasciando che lo scialle scivolasse sulle lenzuola.

Caleb fece fare la stessa fine al telo, inutile dopotutto, e la baciò, stringendola tra le braccia.

Si baciarono a lungo, poi Lara si staccò, le labbra che formicolavano e si sdraiò tirandolo con sé, sopra di sé, e il desiderio reciproco fece si che rimanessero agganciati quasi subito.

Caleb avrebbe preferito procedere diversamente, voleva che, quali che fossero gli accadimenti successivi, quella notte per Lara si rivelasse indimenticabile, ma era impossibile opporsi ad un impulso così forte, e naturale.

Lara lo teneva stretto tra le gambe, e dentro, i muscoli che si contraevano seguendo il suo ritmo, le dita affondate nei suoi reni, gemeva di piacere ad ogni sua spinta e venne senza preavviso inarcandosi sotto di lui; con la vista appannata Caleb le sollevò i fianchi e venne a sua volta mentre lei, ancora sotto l'effetto del proprio orgasmo, gli accarezzava il torace.

Prima, per un attimo ho temuto che steste per cambiare idea, Altezza.” confessò Caleb accarezzandole un braccio, lei gli prese la mano e la posò sul seno destro.

Ti stavo ammirando.” rispose lei con un sorriso gentile: “E puoi chiamarmi Lara visto che sto gocciolando il tuo seme sul lenzuolo.” aggiunse divertita, lui avvertì una fitta la basso ventre e strinse delicatamente la mano sul seno di lei.

Di tutti i reali che ho visto, tu sei l'unica che somiglia al proprio ritratto.” disse Caleb: “La maggior parte si fa ritrarre in maniera lusinghiera mentre il tuo, in realtà, non ti rende giustizia.”

Era la verità, Caleb si era spesso trovato di fronte a persone quasi completamente diverse dai ritratti che avevano inviato alla Galleria, e a volte, quando se li era trovati davanti di persona aveva dovuto trattenere una risata, ma dall'espressione di Lara capì di aver detto qualcosa di sbagliato.

Dove avete visto un mio ritratto?” chiese con la fronte aggrottata.

Nel luogo dove vengono conservati i ritratti dei governanti di questa parte del mondo, alla Galleria dei Reali di Sandor.

Lara emise un verso di frustrazione e batté un pugno sul materasso.

Michel fa sempre come gli pare!” sbottò: “Non capisco perché si ostini a fingere di seguire le mie indicazioni.”

Caleb si tirò su appoggiando il capo ad una mano: “Temo di non capire.” disse.

Mi ha domandato se volessi mandare un mio ritratto alla Galleria, in sostituzione a quello dello zio, e ho risposto di no. Allora mi detto che si poteva almeno farne uno da appendere nella biblioteca reale, come da tradizione, e visto che ci teneva tanto ho acconsentito, e lui mi ha imbrogliata! Deve averne fatti fare due.”

Caleb ingoiò una risata: “Suppongo abbia agito in buona fede.” disse: “Inoltre è bene che si sappia che il trono di Coral è occupato. Anche tra i reali ci sono loschi figuri.”

Ed è il motivo per cui preferisco starne lontano. Sono stata così felice quando i nobili se ne sono andati.” spiegò Lara: “Mi è impossibile confidare in chi si crede superiore agli altri, è gente capace di tutto.”

Caleb sapeva quanto fosse vero, ma aggiunse: “Anche tra loro ci sono delle eccezioni però.”

Lo dici perché ne hai conosciuti o è una speranza la tua?” chiese lei.

Di nuovo Caleb si espresse in una mezza verità: ”Girando ho attraversato reami governati senza compassione e altri invece dove i reali si preoccupano del bene del popolo. Ho anche conosciuto una coppia di sovrani che ha adottato dei trovatelli, crescendoli come propri sotto ogni aspetto, compresa la linea di successione.” le accarezzò i capelli: “Ma nessuno di loro è ancora alla tua altezza.”

Lara sorrise, prese la sua mano libera e se la portò alla bocca, baciandone le nocche; lo desiderava e nello stesso tempo trovava bizzarra l'intensità del proprio desiderio, perché in generale nutriva un certo distacco nei confronti degli uomini.

Lo spinse in posizione supina e sedette su di lui lentamente, assaporando ogni istante di quell'intimità fisica, Caleb le teneva le mani sulle anche assecondando i suoi movimenti e lasciando a lei il comando della situazione; presto i loro fianchi cominciarono a muoversi all'unisono, e vederla seduta sopra di lui, i capelli che le ricadevano disordinati sulle spalle e sui seni e il modo in cui lo teneva stretto cavalcandolo, gli fecero di nuovo annebbiare la vista.

Lara si appoggiò alla spalliera del letto per darsi più le leva e lui le coprì i seni con le mani, accarezzandoli.

Quando lei venne Caleb seguì a ruota, e dopo aver ripreso fiato l'attirò a sé, Lara affondò il viso nel suo collo. Aveva un buon odore e il battito del suo cuore contro il proprio era confortante.

Ho sognato questo momento dal giorno in cui ho visto il tuo ritratto.” mormorò lui contro i suoi capelli, accarezzandole la schiena.

Allora forse posso perdonare un pochino Michel per aver fatto di testa sua.” dichiarò Lara tracciando ghirigori sul suo torace e tirando con delicatezza i peli: “Ma solo un pochino.” aggiunse poi.

Lo baciò sulle labbra e lui ricambiò e ci volle un po' prima che riprendessero a parlare.

E visto che hai girato parecchio, sei stato ispirato anche da altri ritratti?” indagò Lara, maliziosa.

Serio, lui scosse la testa: “No, la maggior parte ostentavano potere e ricchezza.” rispose passandole un dito sulle labbra: “Lo sai che al di fuori di Coral sei conosciuta come la Regina Prodiga?” continuò.

La Regina Prodiga.” ripeté lei pensierosa: “E' carino ma tutti i reali dovrebbero essere prodighi, per giustificare la propria esistenza.”

Caleb la baciò: “Sono d'accordo.” disse.

Lara si rilassò contro di lui che la tenne stretta mentre tirava su la coperta.

Una bella coperta decorata con arabeschi di vari colori, anch'essa sdrucita, come ogni tappeto, indumento e pezzo di stoffa del castello a quanto pareva, ma ci avrebbe pensato lui a rimediare, se lei glielo avesse concesso.

Dormiamo un po'.” disse Lara con voce sonnacchiosa, Caleb le premette le labbra sulla fronte e poco dopo scivolò anche lui nel sonno.


Aveva l'impressione di aver appena chiuso gli occhi quando la stanza venne invasa da una profumata luce verde proveniente dalla terrazza presieduta da Gert che lo fissava a poca distanza dal letto, come se lo stesse aspettando, Caleb guardò Lara, che dormiva profondamente, allora si scostò con delicatezza e si alzò, Gert aprì e chiuse le ali e si voltò facendogli strada nella stanza piena di libri che si apriva sulla terrazza, sulla soglia vi era una figura che la occupava quasi per intero, una creatura i cui capelli erano formati da foglie e ramoscelli e la pelle composta da muschio e corteccia, brulicante di insetti variopinti, degli occhi si scorgevano a fatica le iridi ramate.

Caleb intuì subito chi fosse e dopo si ricordò di essere nudo.

Caleb di Etrus e di Norsz.” disse la fata con una voce profonda che poteva essere sia maschile che femminile.

Caleb, intanto, cercava invano qualcosa con cui coprirsi, e alla fine si mise dietro una poltrona.

La fata sorrise: “Il tuo pudore è divertente ma futile,.” disse: “ Siamo tutti specchi della natura.”

Caleb, che non aveva intenzione di iniziare una discussione sull'argomento, domandò: “Cosa posso fare per voi?” .

Io sono Farnya, uno degli spiriti del lago e dei boschi di questa regione, noi proteggiamo Coral da quando Lara è salita al trono.”

Dunque era vero.

Sappiamo che lo proteggi anche tu e che le tue intenzioni sono onorevoli e ne siamo compiaciuti.” continuò la fata.

Caleb venne fuori da dietro la poltrona, gli sembrava poco onorevole fare la sua dichiarazione mezzo nascosto, ed era chiaro che alla fata il suo stato era trascurabile.

La mia intenzione è di diventare suo marito, se mi accetterà, e di unire i nostri regni.” disse, consapevole che, con tutta probabilità, quello era il motivo dell'inaspettata udienza.

Siamo favorevoli a questo matrimonio, a patto che il regno di Coral rimanga integro, Lara sarà l'unica a prendere decisioni per il bene del suo popolo e veglieremo affinché sia così.” dichiarò la fata:” Te la senti di prendere questo impegno?”

Caleb annuì, senza esitazione.

Conosciamo la tua storia.” proseguì Farnya.

Allora sapete che sono un uomo di parola.” replicò lui.

La fata annuì: “Sei un uomo di parola.” convenne: ”Ma resti un uomo.” aggiunse avvicinandosi e posando una mano muschiata e brulicante sul tavolo, quando la sollevò vi lasciò un sottile strato di muschio che sotto gli occhi di Caleb si trasformo in un foglio di pergamena verde.

Se pensi di poter prendere questo impegno devi appoggiare la mano, e il nostro accordo sarà concluso.” spiegò Farnya.

Senza indugio Caleb posò la mano sulla pergamena che rimpicciolì sotto il suo palmo e si addensò fino a trasformarsi in un nocciolo, quando Caleb la guardò scoprì una pietra verde perfettamente ovale che vista in trasparenza pareva contenere una foresta.

La fata lo osservava con un sorriso soddisfatto: “Desideri sapere se l'impegno che hai preso con noi è vincolante?” chiese.

Caleb scosse la testa: “Io lo considero tale.” rispose.

Farnya annuì: “Se Lara ti accetterà, avrà scelto con saggezza.” disse, e lentamente si dissolse lasciandolo solo con Gert che batté le ali un paio di volte e riprese la sua postazione sulla terrazza.

Caleb tornò in camera, la pietra stretta in mano, sedette sul letto e la infilò sotto il cuscino, poco dopo sentì la mano di Lara accarezzargli la schiena: “Come stai? Non riesci a dormire?” mormorò.

Sto benissimo, sono andato in bagno ad usare quell'aggeggio progettato dalla tua inventrice.” rispose lui sdraiandosi.

Lara allungò una gamba sulle sue reclamandolo ancora e lui fu felice di assecondarla.

Doveva essere una notte indimenticabile, perché l'indomani avrebbe portato con sé la verità.


In camera le pesanti tende blu schermavano le finestre, ma un po' di luce arrivava dalla terrazza, e Caleb guardava Lara dormire beata.

Era stata una notte impegnativa e gratificante, dopo aver fatto l'amore Lara l'aveva condotto nuovamente nella vasca dove si erano lavati a vicenda, e uniti, ancora, e una volta tornati a letto Caleb aveva voluto sigillare la notte nel modo in cui avrebbe voluto cominciarla se lei non lo avesse travolto, cioè con le gambe di lei sulle spalle e il proprio viso affondato nel mezzo.

Adesso doveva solo aspettare, che Lara si svegliasse e raccontarle la verità, ma non aveva fretta, ci sarebbe stato fin troppo tempo per le spiegazioni e ora preferiva godersi il momento passando le dita tra i suoi capelli mentre lei dormiva sodo con la fronte appoggiata alla sua spalla, e poco dopo si appisolò.

A svegliarli, con il sole alto nel cielo, una donna imponente, con un'elaborata acconciatura biondo grigia e un vestito pervinca sbiadito che, dopo aver aperto le tende, annunciò che aveva apparecchiato per la colazione nel salottino accanto.

Se fosse sorpresa di trovare Lara in compagnia era bravissima nel dissimularlo.

Lara intanto si era coperta il viso con il cuscino.

Altezza so che siete stata disturbata da un energumeno questa notte, e che non avete potuto riposare come si deve.” disse la donna indirizzando a Caleb un'occhiata di riprovazione: “Ma tra poco si aprono le udienze, e dovete mangiare.”

Altea quante volte ti ho detto di non chiamarmi altezza.” borbottò Lara da sotto il cuscino.

Adesso non siamo sole.” dichiarò Altea, severa.

Lara si mise a sedere schermando gli occhi con la mano: “Altea lui è Caleb, Caleb lei è Altea.” li presentò:” Altea è una delle persone che mi ha allevata, Altea lui è l'energumeno.”

Caleb trattenne con successo una risata e fece un cenno del capo ad Altea che ricambiò con un'occhiataccia prendendo la veste da camera di Lara avvicinandosi per fargliela indossare al riparo da occhi indiscreti.

Mi ha vista nuda.” dichiarò Lara irritata dai suoi maneggi.

Altea la ignorò e portò a Caleb i suoi indumenti.

Questi sono i vostri abiti.” disse: “Puliti e rammendato per quando riprenderete il cammino.”

Davanti a quel malcelato invito a sgombrare Lara sbuffò e Caleb ebbe la sensazione che neanche venuta a conoscenza della sua vera identità Altea avrebbe cambiato atteggiamento.

Sono sicura che da qualche parte c'è una veste da camera anche per lui.” disse Lara dirigendosi verso la colazione e la donna uscì.

Caleb intanto aveva preso la pietra e l'aveva sistemata tra i suoi vestiti ripiegati, aveva una mezza idea di avvolgersi nel lenzuolo quando la donna rientrò con un'ampia veste da camera color prugna con i bordi dorati, che, a differenza del resto, non era sdrucita e conservava la brillantezza del colore.

La vostra prima udienza è con un cavallo.” informò Altea raggiungendo Lara

Un cavallo?” ripeté Caleb, Lara sogghignò: “Significa che è stato il primo a metter piede nel castello stamane.” spiegò: ”Appena finita la colazione scendo.” aggiunse, gli animali odiavano fare le scale.

Il secondo è un cittadino della provincia di Grel, vorrebbe venire a vivere qui e porterebbe con sé i propri averi.”

Avverti Michel per favore.” disse Lara.

Lo sa già.” rispose Altea e senza aggiungere altro si congedò.

Non le sono simpatico.” commentò Caleb, divertito e infastidito insieme.

Lara scrollò le spalle: “E' solo protettiva nei miei confronti, per lei sono rimasta una ragazzina, in più diffida degli uomini. Sarebbe più serena se mi piacessero le donne ma certe cose mica si possono decidere.”

Caleb assaggiò le uova e bevve un sorso di caffè; tappeti tende e vestiario erano sdruciti e consumati, ma il cibo era degno di una regina.

E' Altea che si occupa di amministrare le ricchezze del regno.” riprese Lara: “E dopo che avrò ascoltato il cittadino della provincia di Grel, sarà lei a spiegargli come verrà impiegata parte dei suoi averi e poi decideremo.”

Caleb annuì, era al corrente della procedura, aveva incontrati diversi candidati scartati, a volte Lara si preoccupava di spiegare il motivo altre no.

Continuarono la colazione in silenzio, che fu interrotto da Caleb: “Terrai udienze tutto il giorno?” chiese.

Fino al tramonto, poi vorrei fare una passeggiata in città o in uno dei villaggi, Enos permettendo.” rispose lei.

Caleb aggrottò le sopracciglia: “Devi chiedere il permesso?”

Oh no, è che non ho sempre voglia di discutere la disposizione delle guardie. Se esco dal castello secondo Enos Gert e le capre sono insufficienti.”

Questo Caleb poteva capirlo, che una Regina o un Re uscissero senza seguito era inusuale e poteva essere pericoloso, ma Lara era amata dal popolo.

Teme che un eccesso di entusiasmo della gente.” concluse Lara con un sorrisetto, dopo aver letto la sua espressione.

Ti accompagno io.” disse Caleb, temerario, nonostante avesse da fare la sua confessione.

Lara si illuminò: “Non devi ripartire?”
Lui sorrise: “Posso fermarmi a mio piacimento. O al tuo.” rispose.

Ci fu un lieve bussare e prima che Lara potesse rispondere Michel entrò, lustro come ad un'incoronazione, Caleb notò che riposato e in ghingheri sembrava più giovane.

Buongiorno.” esordì avvicinandosi a Lara e posandole la corona in testa, lei roteò gli occhi ma tacque, compiaciuto e con un'espressione felice e maliziosa aggiunse: “Spero che le loro altezze abbiano dormito bene.”

Caleb trattenne il respiro e Lara notando le reazioni di Caleb e di Michel, che resosi conto di aver parlato a sproposito aveva chiuso gli occhi, invece di commentare sulla fretta del suo consigliere di accasarla, corresse il tiro: “Cosa significa le loro altezze?” chiese, e anche se aveva capito sperava di sbagliarsi.

Michel, ripresosi, scambiò uno sguardo con Caleb, dopotutto non era colpa sua se l'aveva tirata per le lunghe.

Ve lo mostro subito, Altezza.” disse e si congedò.

Rimasti soli, stavolta Lara tenne su la corona: “Dunque non siete un viandante.” disse cupa.

Caleb si passò una mano sul viso: “Mi dispiace, te..ve me avrei parlato prima della fine della colazione.”

Chi siete?” domandò Lara, era furibonda ma se esternare la rabbia per lei era difficile, esprimere la delusione era peggio, il pianto era anche più arduo.

Caleb fu anticipato da Michel che rientrò con un grosso volume dorato che sia Lara che Caleb riconobbero subito: ogni reale e nobile ne possedeva uno.

L'edizione di Coral era vecchia di due o tre anni, ma i ritratti venivano rinnovati solo ogni sette, tranne forse quelli delle province più instabili.

Michel posò l'Antologia dei Reali nella parte libera di tavolo e lo sfogliò fino alla pagina giusta, Lara la guardò: “Re Caleb di Norsz e Principe di Etrus.” lesse Lara.

Adesso anche Re di Etrus.” precisò Michel: “Da quando il Re suo padre ha abdicato.”
“Tu già sapevi chi era.” lo accusò Lara e un'ombra di esasperazione passò sul viso del consigliere.

Si, l'ho riconosciuto grazie al ritratto, così come lo avresti riconosciuto anche tu se avessi guardato il libro almeno una volta, come ti ho ripetutamente suggerito.” rispose Michel.

Dovevano avere un rapporto più stretto di quel che pensava se Michel si permetteva di parlarle in quel modo, rifletté Caleb mentre Lara studiava il suo ritratto.

Lì era più giovane e più magro, era sbarbato e aveva un aria più pulita in generale, al suo fianco vi era il suo vecchio cane, ormai scomparso, e intorno, come anche nel ritratto di Lara, le principali caratteristiche del suo regno.

Mia sorella erediterà il regno di mia madre e quello di mia nonna.” aggiunse seguendo un'intuizione: “Che a differenza di mio padre hanno preferito restare al loro posto. Intanto siede sul trono di Etrus..mentre io sono qui.”

Lara lo ignorò: “Perché non me l'hai detto?” chiese a Michel.

Confidavo lo facesse lui prima del vostro.. incontro notturno.” rispose questi girandosi verso Caleb, che inspirò profondamente: “Se mi fossi presentato per un udienza, come Re di Etrus e di Norsz me l'avreste concessa?” domandò: “Siate onesta.”

Lara esitò: “Sareste stato ricevuto da Michel.” ammise.

Caleb continuò: “E sarei potuto arrivare a voi col beneplacito del vostro consigliere?”

Consigliere che si schiarì la gola.

No, e ne conoscete anche la ragione, io non mi fido dei reali.” rispose Lara.

Allora vedete da voi che non ho avuto scelta.” replicò Caleb.

Lara richiuse il libro con un tonfo, Michel lo prese e fece per uscire quando lei gli domandò: “C'è anche il mio ritratto lì?”

Non nella nostra edizione. Ho fatto tagliare la pagina.” confessò .

Lara sbuffò e Caleb dovette soffocare una risata, nonostante tutto.

Quando Michel si fu congedato Lara si alzò e si avvicinò alla finestra: “Passando la notte con me celando la vostra identità avete dimostrato che la mia diffidenza nei nobili e nei reali è fondata.” dichiarò dandogli le spalle.

Caleb fece un passo avanti: “L'ho fatto solo perché come viandante avrei avuto una possibilità che come vostro pari mi sarebbe stata negata.”

I viandanti sono miei pari.” sbottò Lara girandosi: “Tutti sono miei pari.”

Avete capito cosa intendo:” ribatté lui: “Inoltre non mi aspettavo che, conciato com'ero, la notte prendesse quella piega. E l'incapacità di rinunciarvi è stata la mia debolezza.”

Lara arrossì: “Ve l'ho detto. E' colpa del vostro aspetto, e dei vostri occhi.”

Si, e mi avete anche detto che sono gli occhi limpidi di un bambino, e questo dovrebbe deporre a mio favore.”

Lara incrociò le braccia per evitare di passarsi le mani sul viso, se l'avesse fatto si sarebbe messa a piangere.

Incrociare le braccia era un trucco che aveva imparato da ragazzina, quando suo zio si rifiutava di ascoltarla o la costringeva ad indossare abiti che detestava.

Avete mentito.” ribadì.

No, Altezza, ho taciuto il mio titolo. Il resto è vero.”

Lara lo scrutò, era chiaramente dispiaciuto e altrettanto chiaramente riteneva di non essere nel torto; poi si ricordò dei segni sulla sua schiena.

Come ve li siete fatti?” domandò.

Lui scrollò le spalle: “Il sovrano di Caldrel prendeva in antipatia chi ostacolava le sue mire di espansione e per un breve periodo sono stato suo prigioniero.” spiegò.

Lara rammentò di quanto Michel fosse stato felice della detronizzazione della Locusta, così aveva soprannominato il re di Caldrel, ma era da poco salita al suo di trono e aveva avuto altro da pensare.

E la storia dei trovatelli a cui avete accennato?” chiese poi.

Caleb accennò un sorriso: “Mia sorella ed io siamo cresciuti per strada, fummo raccolti dal Re in persona quando lei aveva dodici anni e io nove e stava cercando di medicarmi una ferita. Ci prese con sé e poi ordinò un censimento degli orfani nel regno e provvide anche a loro.” raccontò, domandandosi se questo migliorava la sua posizione, le braccia non erano più strettamente incrociate, ma erano scese sulla vita.

Ditemi il vero motivo della vostra venuta.” lo esortò: “Coral non ha niente che Etrus e Norsz non abbiano già.”

Erano famosi per la loro prosperità, lo sapeva perfino lei.

Ha voi.” rispose Caleb con trasporto: “Sono qui per voi. Dal giorno in cui ho sentito della vostra opera e da quando ho visto il vostro ritratto siete diventata il mio pensiero fisso, e se non fosse stato per degli..affari che dovevo sistemare, sarei arrivato prima.”

Lara socchiuse gli occhi: “E cosa potrei fare per voi?” domandò sospettosa.

Farmi l'onore di diventare la regina di Norsz ed Etrus.” replicò Caleb, non era così che avrebbe voluto proporsi, in veste da camera e caduto in disgrazia, ma pazienza.

Lei lo fissò confusa e Michel, rientrato qualche istante prima, intervenne: “Ti sta chiedendo di sposarlo. Avremo dei tappeti nuovi.”

Caleb si morse il labbro inferiore per mantenere la compostezza, a quanto pareva aveva un alleato.

Lara invece era sbalordita: “E' vero? Vorreste diventare mio marito?”

Lui annuì: “Vi voglio al mio fianco, Norsz ed Etrus sono ancora infestate dai nobili, che credo stiano congiurando contro di me mentre sono qui, e mia sorella non è nota per le sue doti diplomatiche.”

Lara lo scrutò per qualche istante poi andò nella sala delle udienze e tornò con il libro che Caleb le aveva donato; la pietra, che si era illuminata quando l'aveva preso in mano, si spense quando lo posò sul tavolo: “E questo?” domandò.

Come vi ho detto appartiene alla mia famiglia da sempre, ma ignoravo trattasse di incantesimi.” rispose Caleb.

E perché vostra madre ha preferito darlo a voi invece che a vostra sorella? Ve lo chiedo di nuovo, sa che l'avete preso?”

Per la prima volta Caleb fu sul punto di adirarsi: “Mia madre me l'ha affidato quando le ho confidato quale fosse il mio scopo nel venire da voi. Per quanto riguarda mia sorella, nonostante sia una donna saggia e compassionevole, è più facile che prenda in mano una spada che un libro.” tirò un respiro profondo per calmarsi e, finalmente, gli tornò in mente l'altro suo incontro notturno: “Inoltre ho il loro favore.” aggiunse.

Il favore di chi?” domandò Lara.

Degli spiriti che proteggono il vostro regno. Stanotte, mentre dormivate, uno di essi mi è apparso, aveva la pelle ricoperta di muschio e insetti, e rami al posto dei capelli.”
Caleb raccontò quanto avvenuto e davanti alle loro espressioni attonite tornò in camera e prelevò la pietra che, in prossimità del libro la pietra si illuminò insieme a quella sulla copertina.

La porse a Lara che la prese con cautela e la mise controluce, scorgendo all'interno un piccolo panorama..

Cosa vi ha detto la fata?” domandò.

Che sono favorevoli ad una nostra unione e che anche in caso accettiate di sposarmi solo voi potete prendere decisioni sul vostro regno.” rispose lui. “La pietra è il segno del loro favore.”

Lara posò la pietra accanto a quella sul libro e da entrambe si diramò una ragnatela dorata che decorò la copertina mentre i bordi delle pagine si coloravano di viola, quando Lara lo aprì vide che il volume si era arricchito di illustrazioni finissime e gli incantesimi di dettagli.

Senza fiato alzò lo sguardo prima su Caleb e poi si voltò verso Michel, che le rivolse un sorriso incoraggiante e con un cenno del capo indicò il tappeto.

Lara scosse la testa, posò la corona sul tavolo e si avvicinò a Caleb: “Prometti che d'ora in poi sarai sempre sincero?” disse.

Lui annuì: “Sul mio onore.”

I suoi occhi erano anche più limpidi del solito e Lara fece un altro passo verso di lui, gli passò le braccia intorno alla vita e appoggiò la fronte alla sua clavicola: “Allora accetto la proposta.” mormorò: “E' impossibile ignorare il favore delle fate, e il fatto che fossi un trovatello e che mi sarebbe seccato da morire rinunciare a te.” mormorò.

Caleb, travolto dal sollievo e dalla felicità, ricambiò l'abbraccio e le baciò i capelli: “Voglio che tu sappia che avresti potuto contare su di me sempre, in ogni caso, anche se mi avessi rifiutato.”

Lara non replicò ma lo strinse più forte.

Sono così felice!” dichiarò Michel gongolante e si avvicinò abbracciando entrambi: “Non vedo l'ora che tu lo dica ad Altea, mia cara.”

Già, chissà come l' avrebbe presa, si domandò Caleb.

Odio mettervi fretta, ma bisogna dare inizio alle udienze, perciò dovete vestirvi.” li sollecitò il consogliere

Il cavallo è il primo.” disse Lara e, divertito, Michel guardò Caleb, di sicuro non era abituato ad udienze come le loro.

Si, è giù che aspetta con santa pazienza equina, ora va a vestirti, intrattengo io Sua Altezza.”

Lara si staccò da Caleb lentamente e lui la baciò prima di lasciarla andare.

Mi mancano le parole per esprimere appieno la mia felicità.” dichiarò Michel appena furono rimasi soli.

Per i tappeti nuovi?” lo stuzzicò Caleb.

Michel rise: “E le tende e la biancheria in genere.”

Bene, questo sarà il mio regalo di nozze per voi allora.” continuò Caleb divertito.

E io lo accetto volentieri.” rispose Michel, poi tornò serio: “Lara ha patito molto le smanie di ostentazione di suo zio, l'eccessiva importanza che dava all'esteriorità, anche per un re, e questo è il suo modo di rimediare. Non intende sprecare risorse per il lusso, ma purtroppo ogni tanto bisogna fare un concessione alle apparenze. E io ho sempre avuto timore che se qualunque motivo si fosse allontanata da Coral, fuori dalla protezione degli spiriti, avrebbe potuto dare un'impressione sbagliata e trovarsi in pericolo. Ma adesso ci siete voi.”

Caleb sorrise e gli mise una mano sulla spalla: “Credetemi se vi dico che farò in modo che queste nozze siano organizzate il più velocemente possibile.”

Michel annuì: “Vi devo però avvisare che la vostra futura sposa è dolce e gentile ma è abituata a fare di testa sua.”

Allora avremo accese discussioni come le hanno avute i miei genitori, senza che questo pregiudicasse la loro unione.” replicò Caleb.

Sono lieto di sentirlo.” disse Michel e si congedò per scendere nel salone e aprire le udienze, ma prima prese la corona che Lara avrebbe certamente dimenticato.

Caleb iniziò a vestirsi lì, nel salottino, e venne raggiunto da Lara che aveva indossato un semplice vestito azzurro punteggiato di fiori color giallo pallido e con un rammendo sul gomito.

Io non voglio lasciare Coral.” gli disse con il viso tirato.

Non è necessario.” rispose lui: “Coral e Norsz confinano e faremo costruire una grande dimora vicino al confine.” Evitò di proposito la parola castello: “Così grande che ospiterà il laboratorio per le invenzioni e un luogo per la cura delle persone.” spiegò mentre infilava la blusa: “E la costruiremo sul terreno di Coral così godrà della protezione delle fate.”

E' un'idea magnifica.” rispose lei raggiante, stava per aggiungere che ignorava che Norsz e Coral fossero vicini ma lasciò perdere, il povero Michel probabilmente glielo aveva ripetuto allo sfinimento.

Sono pronto.” annunciò lui.

Allora andiamo.” disse Lara tendendogli la mano, e dopo averlo baciato, lo condusse alla sua prima udienza.


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